L’Unione Europea, per gestire crisi di mercato dovute al calo eccessivo dei prezzi, ha approntato un sistema di calmierazione degli stessi operando ritiri di merce dal mercato e loro ridistribuzione a chi si trova in situazioni di indigenza. Ci sono quindi sia un fine “tecnico” che uno “etico”, che trovano compimento in questo importante progetto voluto e finanziato dall’Unione Europea, la quale interagisce sia con le grandi Organizzazioni di Produttori che con le istituzioni nazionali (e a cascata quelle regionali) affinché la rete di distribuzione sia certificata, efficacie e operativa all’insegna della massima trasparenza. È all’interno di questo progetto europeo che si inserisce l’azione di un significativo gruppo di associazioni del territorio di Parma, coordinate da Emporio Solidale Parma e che hanno trovato in CAL Parma un importante partner sul piano tecnico, logistico, umano e di competenza.
È con queste premesse che lunedì 18 gennaio presso la sala riunioni del Centro Direzionale CAL, nel rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid, si è svolto un incontro tra le associazioni di volontariato che partecipano, in collaborazione con CAL Parma e sotto la regia della Regione Emilia-Romagna, a questo importante progetto virtuoso di logistica solidale che consentirà a famiglie che si trovano in condizioni di bisogno, registrate e certificate, di ricevere prodotti alimentari offerti da aziende da tutto il territorio regionale e nazionale.
Con l’accordo di partenariato firmato lunedì mattina, che vede Emporio Solidale Parma come capofila, CAL Parma come luogo fisico di raccolta e distribuzione prodotti e la Regione Emilia-Romagna come garante del corretto funzionamento della rete, nonché come ente che si occuperà delle spese di trasporto dalle aziende ai punti di raccolta, la struttura creatasi sul territorio di Parma (e aree limitrofe) viene così accreditata e potrà avviare a breve l’attività vera e propria.
Lo sforzo di CAL Parma, figlio delle scelte etico/solidali che da anni caratterizzano l’attività del nostro Centro Agroalimentare, non si limita quindi a una condivisione ideale del progetto. Tutt’altro. CAL Parma infatti metterà a disposizione uno spazio all’interno del proprio Centro Agroalimentare, celle frigorifere, personale per le operazioni di scarico/carico dotato di attrezzature adeguate, figure dedicate alla gestione amministrativa. Infonderà quindi competenze, tempo, energie ma soprattutto passione, perché crede fortemente nell’utilità e nel profondo senso civico e solidale del progetto. Diventerà quindi il centro nevralgico di raccolta e ridistribuzione dell’ortofrutta destinata alle famiglie in stato di bisogno.
Al progetto “aperto”, al quale si auspica possano aggiungersi in future altre realtà del territorio, ad oggi hanno aderito (oltre ovviamente al capofila Emporio Solidale Parma e a CAL Parma): ACP-Evangelici, Amici dell’Africa, Anello Mancante, Caritas Busseto, Caritas Car. Gaiano, Caritas Castelvetro, Caritas Corcagnano, Caritas Fidenza, Caritas Fornovo, Caritas Monticelli, Caritas Salsomaggiore, Caritas San Michele, Caritas San Patrizio, Emporio Solidale Val Parma, Emporio Solidale Val Taro, Per Ricominciare, Rete Unità di Strada, San Cristoforo, Sant’Egidio, Saveriani Parma, Uniti in Cristo.